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Simbolo indiscusso di Castelnuovo, la Rocca Ariostesca (foto 1) (2) si erge sulla centralissima Piazza Umberto I, cuore della città: è dal 2003 la sede istituzionale del Festival IAM. L’edificio è il risultato di una storia millenaria.

Il nucleo originario, risalente al X secolo, venne rivoluzionato e ampliato tra XII e XIII secolo, quando assunse una struttura molto prossima a quella attuale; nel ‘300 Castruccio Castracani, poi nel ‘400 Paolo Guinigi contribuirono allo sviluppo del castello, ordinando quest’ultimo la costruzione dell’imponente torrione centrale.

Nel ‘500 Castelnuovo è capitale della Provincia di Garfagnana, una delle tre in cui era suddiviso il Ducato di Modena e Ferrara: dal 1522 al 1525 è governatore della regione Ludovico Ariosto, che nelle sale della Rocca lavora alle sue Satire ed a quei nove canti che aggiungerà nel 1532 alla terza e definitiva edizione del suo capolavoro, l’Orlando Furioso.

La Rocca ospiterà nei secoli altri illustri personaggi, da Fulvio Testi alla Regina Cristina di Svezia: andrà collezionando arredi interni prestigiosi, tra cui particolare memoria meritano gli arazzi della Sala dei Principi.

Ad inizio ‘800 le truppe napoleoniche spogliarono la Rocca del mobilio e delle ricchezze interne, così come le chiese della città di molte delle più interessanti opere d’arte: passata anche sotto i pesantissimi colpi dei bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, la Rocca Ariostesca mantiene inalterato il fascino composito di un’autentica struttura difensiva medievale che seppe reinventarsi dimora signorile nella sua età ducale.

Nella Rocca Ariostesca si individuano numerosi spazi adatti alla musica, tanto agli eventi concertistici che ai momenti didattici: questa felice peculiarità ne ha fatto il motore delle attività musicali di questi anni a Castelnuovo. Tra gli altri, sono principalmente tre i locali adeguati ad eventi aperti al pubblico:

Saletta ‘delle volte’

Piccolo, elegante spazio caratterizzato dalla particolare architettura da cui prende il nome, è il luogo ideale per momenti musicali dall’atmosfera raccolta.

Sala Consiliare

Quella che fu e rimane una della più importanti stanze del castello, sede per anni del Consiglio Comunale cittadino, è il secondo spazio privilegiato per quanto riguarda la programmazione di concerti; è anche la sala deputata ad accogliere le prove aperte agli uditori delle formazioni di musica da camera del Festival IAM

Sala Ex-Archivio

Sede secolare dell’Archivium Provinciale Estense (3), è stata recuperata ed adibita ad auditorium: immediatamente attigua al corpo principale della Rocca, ospita molti concerti estivi della International Academy of Music

L’Alfieri di Castelnuovo di Garfagnana (foto 1) è uno dei massimi esempi di architettura teatrale ottocentesca in Toscana: uno dei pochissimi monumenti castelnuovesi rimasti intatti sotto i bombardamenti della seconda guerra mondiale, sorge nell’antico quartiere di Santa Lucia, a metà strada tra la Rocca Ariostesca e il seicentesco Convento di San Giuseppe.

Inaugurato nel 1860 sotto il nome di Teatro Apollo (foto 2), divenuto poi Vittorio Emanuele II e definitivamente Vittorio Alfieri negli anni ’40 del Novecento, ha vissuto un secolo e mezzo di storia tra stagioni di successo e momenti difficili, culminati negli anni ’90 nella chiusura al pubblico, per inagibilità; dopo imponenti restauri, il Teatro Alfieri ha riaperto (foto 3) parzialmente nel 2006, ritrovando la completa capienza nel 2010.

I lunghi lavori di recupero non sono stati rivolti esclusivamente ai due aspetti strutturale e artistico decorativo (foto 4): avvalendosi della consulenza di esperti tedeschi oltre che italiani, si sono studiate soluzioni specifiche nella pavimentazione e nell’arredo interno (foto 5) che hanno donato al teatro una resa acustica di livello particolarmente elevato, tanto da farne una delle peculiarità più notevoli dell’Alfieri.

Coi suoi 510 posti a sedere divisi tra platea, 3 ordini da 17 palchi e loggione, il Teatro Comunale Vittorio Alfieri è una struttura adatta ad accogliere spettacoli importanti; di ogni genere, dalla prosa alla musica da camera al melodramma: l’ampio palcoscenico e la comoda buca per l’orchestra completano l’essenza di un vero e proprio teatro d’opera in stile italiano.

L’affascinante architettura cinquecentesca di Mont’Alfonso (foto 1), di proprietà della Provincia di Lucca, ha le caratteristiche perfette per prestarsi a realtà didattico musicali e concertistiche, presentando al suo interno tutte le strutture necessarie tanto allo svolgimento delle attività propriamente artistiche quanto alla permanenza in loco di studenti ed insegnanti, trasformandosi nei periodi interessati in un vero e proprio campus musicale unico al mondo.

All’interno dei 1.400 metri di cortina murata della Fortezza, si individuano varie strutture:

OSTERIA | E’ questo il punto ristorazione, con bar e ristorante

FORESTERIA | Qui sono presenti diversi posti letto, in camere comuni o mini appartamenti separati

VILLINO LIBERTY | Bell’edificio in stile, nelle cui stanze vengono individuati spazi dedicati allo studio personale, alla pratica strumentale dei vari musicisti impegnati nelle sessioni di studio (foto2)

CASA CON GLI ARCHI | Una delle strutture più prestigiose: ubicato al centro del complesso architettonico, è l’elegante Sala da Concerto della Fortezza; pavimento in parquet e poltroncine rendono il luogo molto adatto alla musica classica (foto 3) All’esterno dell’edificio un ampio prato costituisce un palcoscenico naturale di grande suggestione (foto 4)


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